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Storia

dell'Edificio

Liceo Scientifico

Breve Storia del Monastero di Santa Chiara

L'Istituto di Istruzione Superiore Maurizio Eula ha sede, insieme con il Liceo "Arimondi" nell'ex Monastero di Santa Chiara, uno dei più importanti e famosi della città di Savigliano la cui storia si può brevemente riassumere nei seguenti cenni:

1480 circa, In borgo Pieve prende sede una «famiglia» di terziarie francescane

1498, Il monastero viene "riformato" in perpetua clausura ed austera "osservanza" con la regola del second'0rdine di S. Francesco
1546 Durante la guerra franco spagnola, borgo Pieve viene parzialmente distrutto compresa la chiesa delle Clarisse e parte della loro clausura

1550 circa Dopo alcuni anni di forzata coabitazione in altri monasteri le monache riedificano il loro cenobio

1640 Il monastero viene nuovamente distrutto per motivi bellici; questa volta la sua rovina è totale le moenache riparano in città, dove per 18 mesi vivono in case private 1642 Comprano due case nella contrada della Corsiva (ora via S Pietro) presso l'angolo Nord-Est delle fortificazioni, per edificare il nuovo convento Contemporaneamente acquistano, poco oltre, altre case del "Conservatorio per le Orfane" (tra le attuali vicolo delle Orfane e chiesa di S Francesco) e lì si recano per risiedere provvisoriamente

1661 Il nuovo monastero costruito "entro e contro le mura" è raffigurato da G. A. Biga nella sua veduta della città come già compiuto

1677 La "fabbrica" del monastero della chiesa e sicuramente terminato

L'edificio claustrale suscita lodi per essere "comodo e maestoso" la chiesa per la sua "vaghezza"

Cosi C. Turletti descrive il monastero: "L'edificio principale ha forma di un grandioso palagio ben architettonico (sic ), esposto a pien meriggio con portici corridoi vasti cortili e case annesse a guisa di castello circondato dabaluardi e da ricetto"

XVIII sec Per tutto il secolo la "famiglia" di religiose progredisce grazie alle ricche doti dialcune monache e all'Educandato che essere gestiscono
XVIII La chiesa viene decorata del pittori di fama il torinese Beaumont ed Antonio Cuniberti di Racconigi

1719 Le Regie Finanze iniziano la vendita dei siti delle fortificazioni e dei fossati che cingevano la città e le monache di S. Chiara acquistano un'area amplissima (Circa 4 giornate piemontesi di terreno) per farne giardini ed orti. L'area sarà poi comunemente definita "giardino di S. Chiara".

1720 Per liberare l'area acquistata, le monache fanno abbattere a loro spese i bastioni, le vedette ed il fortilizio d'angolo e fanno colmare i fossi. Poi inglobano il giardino nella clausura cingendolo di un "altissimo muro".

1751 La cronaca di Visita Pastorale dell'arcivescovo G.B. Rovero, fornisce alcune precise indicazioni sull'edificio delle Clarisse: in chiesa, sopra la porta maggiore, vi è una tribuna con organo, dove possono riunirsi le monache chiusa da fitta grata in ferro; nel monastero vi sono tre parlatori; tre porte d'accesso, ossia la porta maggiore posta a ponente, e due porte di servizio, poste probabilmente ad oriente e a mezzodì. Il prelato giudica la clausura come abbastanza sicura, poiché non permette alcun sguardo "attivo o passivo" nelle case o dalle case esterne. 1752 Rosa Govone acquista per la sede saviglianese del Ritiro delle Rosine la casa con ampio giardino confinante con il monastero, posto a ponente rispetto a questo, prospiciente il piazzale della chiesa di S. Chiara. Il Ritiro delle Rosine si costruisce nel giardino confinante con le Clarisse un edificio ad uso di filanda. Ne nasce una lite con le monache le quali sostengono che i fornelletti della filanda sono troppo vicini al muro della loro clausura. Le monache ricorrono alla Città perché sono vittima di frequenti furti: i ladri, infatti, approfittando dei tetti troppo bassi della casa adibita a carcere delle donne posta tra il muro a mezzodì della loro clausura e la Porta di Marene, saltano dai tetti di tale carcere ai tetti della casa vaudana di proprietà delle monache e di li si calano nel cortile interno del monastero. Il contenzioso si risolve nel senso che le monache a loro spese fanno alzare di un piano la casa delle carceri, e restano proprietarie dei vani di nuova costruzione. Il monastero conta 21 Madri, 5 converse, 3 serve in clausura, 4 servitori fuori clausura, 1 educanda. E' proprietario di quattro cascine e di due case da reddito in Savigliano, la prima in borgo Pieve - nel sito del 1° monastero - la seconda Vicino alla sede attuale del convento, composto da 23 camere.

1802 La soppressione degli Ordini religiosi colpisce anche le Clarisse che,allontanate, si ritirano per di più in case private. Il demanio Nazionale affitta per alcuni mesi i locali a privati. L'insieme del fabbricato, costituito dalla chiesa, dal monastero con case e cortili e dal giardino grande vengono acquistate da "De Paoli Felice e compagnia, ragion di negozio". Si tratta di una società composta da tre soci, che fanno capo ai torinesi De Paoli, imprenditori tessili. La società impianta nella parte "rustica" del monastero e nei giardini una "fabbrica di drapperie". 1816 Riaprono in Piemonte tre soli monasteri di Clarisse; Carignano, Vercelli, Bra.
Due monache già della sede di Savigliano confluiscono nell'ultimo dei tre.

La chiesa e ancora saltuariamente ufficiata a cura della società di S. Severo, composta dai padroni e lavoranti dei lanifici saviglianesi.

1825 circa La fabbrica o "lanificio" già De Paoli risulta appartenere "ai signori Ceruti e compagnia". E' proprietario del fabbricato di S. Chiara il notaio G.A. Cesano.

1843 Dal sopra citato Cesano, sull'antica cinta del monastero, vengono costruiti i due fabbricati che affiancano la via già della Corsica e l'attuale via Marene.

Con l'occasione la via viene rettilineata in più punti.

1859 Parte dell'edificio serve ad albergare provvisoriamente truppe. Vi transita Giuseppe Garibaldi nell'occasione della costituzione del Corpo dei "Cacciatori delle Alpi". La Città fa acquisto dell'ex monastero di S. Chiara, compresi i fabbricati costruiti diciotto anni prima lungo via Marone. Lo paga L. 130.000. Deve servire ad albergare uffici e casermaggi militari. Il giardino grande viene dato in locazione ai privati fino al 1883
1870 La chiesa cessa di essere officiata e viene utilizzata come magazzino.

1881 Una parte dei locali viene data in locazione a privati.

1883 Si dà esecuzione al progetto di costruzione della Caserma di fanteria "Umberto 1", su via del Sole (ora corso Roma), che va ad occupare gran parte del giardino di S. Chiara.

1887 Nel fabbricato di S. Chiara è ospitata una delle quattro sedi "suburbane" della scuola elementare municipale.

1908 Nella seduta del 31 marzo il Consiglio Comunale decide la alienazione di parte del fabbricato di S. Chiara in due lotti distinti, poiché si è rivelato antieconomico l'uso degli stessi per affitto ai privati. Il Comune si riserva "la proprietà ad est del fabbricato", isolando la stessa dai lotti da porsi in vendita mediante una via d'accesso al cortile del fabbricato adibito a casermaggio ed a scuola Elementare Comunale (ovvero le due maniche civili del monastero). Si tratta del passaggio carraio attualmente n. 3 di via Maurizio Villa.

1914 Prende sede nel fabbricato il Panificio Militare, importante servizio dichiarato "di seconda classe" utilizzato dai presidi di Alba, Bra, Cuneo, Fossano e Savigliano. 1946 Il comune dà in locazione ai privati i locali già occupati dal Panificio Militare. 1949 Data la grave situazione degli edifici scolastici cittadini, concentrati in gran parte nel fabbricato di S. Pietro, l'Amministrazione decide il trasferimento del Ginnasio Liceo nei locali prima Panificio Militare in S. Chiara.

1950 Si adegua a sede di Liceo l'intera manica ovest ed il primo piano della manica sud dell'edificio conventuale. Il piano terreno del lato sud sarà successivamente sistemato a Biblioteca Civica. L'ex chiesa viene adibita a palestra.

1951 Si inaugura solennemente il 2 giugno la nuova sede del Ginnasio-Liceo.

1951 Nella manica sud, all'ultimo piano, prende sede la scuola media "G. Schiaparelli".

1974 I locali già occupati dalla scuola media vengono destinati all'istituto tecnico per Geometri .

1984 La Biblioteca Civica viene trasferita in Borgo Pieve, nell'ex Caserma S. Agostino.

1992 In quello che era il fabbricato civile del monastero continuano ad aver sede - anche se con gravi problemi di spazio - tre istituti scolastici cittadini: il Liceo Classico, il Liceo Scientifico, I'lstituto per Geometri. Nel fabbricato minore posto a levante rispetto al corpo centrale hanno sede l'associazione M.S.O.I e l'aula Magna dei tre istituti scolastici. Si sta in questi mesi costruendo una nuova palestra nel cortile a nord, già caserma di cavalleria.

Soppresso il convento nel 1802, la Chiesa rimase aperta al culto fino al 1870; ridotta in seguito a magazzino, fu infine ristrutturata come palestra del Liceo e dell'Istituto per Geometri. Scomparsi l'archivio, i quadri e gli arredi del convento, si conserva invece ancora, presso l'Istituto delle Rosine di Saluzzo, il crocifisso ligneo che il Turletti definisce "di stile orientale greco", informandoci che "tre esperti dell'arte antica ebbero a giudicarlo della meta del secolo XIV, un altro del XIII". Non è più reperibile invece presso la chiesa di S. Andrea il calice con l'iscrizione "Suor Maria Felice Marentina, S. Chiara 1725", segnalato presso la collegiata sempre dal Turletti.

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RacconigiBreve Storia del Monastero della Trinità a Racconigi

L’ edificio, che attualmente ospita a Racconigi la sezione associata dell’ I.I.S. “M. Eula”, è il risultato delle trasformazioni architettoniche che, nel corso di molti secoli, hanno riguardato l’antichissimo “monastero della Trinità”, fondato poco dopo l’anno Mille dall’ ordine monastico benedettino.
A partire dal Trecento, la struttura religiosa è stata custodita dai Servi di Santa Maria, particolarmente graditi alle famiglie regnanti dei Savoia-Racconigi e dei Savoia-Carignano: nel 1451 il monastero è stato ampliato fino alle dimensioni attuali ed è stato dotato di una grande chiesa (detta “della Trinità”), poi abbattuta nel 1818 ed al posto della quale è sorta la P.zza Bartolomeo Muzzone.
            Nel tempo in cui l’edificio fu affidato ai coltissimi Servi di Santa Maria, divenne sede di studi teologici, filosofici e giuridici e centro educativo per gli allievi dell’ ordine: alcuni priori del monastero racconigese raggiunsero grande fama nel campo delle ricerche e delle diplomazia, mentre uno di essi, tale Giovanni da Racconigi, fu addirittura beatificato nel 1512.
            Anche sul monastero della Trinità si abbattè, il 27 febbraio 1801 (nove ventoso del calendario rivoluzionario repubblicano francese), la bufera napoleonica, che cacciò da Racconigi i servi di Santa Maria, fece chiudere i locali, trasferì i beni di proprietà dei religiosi nelle tasche dei nuovi “collaborazionisti” filo-francesi.
            Nel 1818, come già detto, la grande e bella chiesa della Trinità, che negli anni napoleonici era stata adibita ad usi inadeguati, dovette essere distrutta e, con il ricavato dei materiali, l’amministrazione municipale ristrutturò l’ala-est di tutto l’edificio per insediarvisi fino al 1841, quando a Racconigi sorse il nuovo Palazzo di Città.
            Per fortuna, però, fin dai primi anni dell’ Ottocento, nei locali attualmente adiacenti la P.zza Muzzone, era stato istituito il “Collegio Nazionale”, che, dopo la restaurazione sabauda, fu trasformato in “Scuola di latinità e filosofia”, cioè in un istituto scolastico relativamente simile ai moderni licei e che sarebbe stato diretto per quarant’ anni da un grande personaggio della storia culturale e civile di Racconigi, il sacerdote, poeta, scrittore, parlamentare giobertiano Bartolomeo Muzzone.
Nel corso del XIX secolo, quindi, il vecchio monastero della Trinità si andò trasformando in un alveo scolastico e di divulgazione culturale, che lo avrebbe visto ospitare poi le scuole elementari comunali di Racconigi, le regie scuole tecniche, l’avviamento professionale agrario ed industriale, l’ INAPLI di Giuseppe A. Levis, il convitto civico “Morone”.
La vocazione educativa dell’edificio e lo spirito dell’antica presenza dei Servi di Santa Maria sembra che abbiano accompagnato fino ad oggi la grande rinascita del millenario monastero della Trinità: con le attuali scuole superiori racconigesi, un soffio di vitale giovinezza è tornato ad animare quelle che furono austere celle di monaci medioevali.

 

 

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